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Scorie da Inceneritore: Recupero dei metalli con impianto raffinazione

 

CENERI E SCORIE DA PROCESSI TERMICI

In Italia e in Europa fino a qualche anno fa le ceneri e le scorie non pericolose da inceneritori venivano conferite in discarica. A differenza, negli ultimi anni, l’introduzione di stringenti normative europee nel settore gestione e raccolta rifiuti impone di massimizzarne il recupero.
Se inseriti in un adeguato impianto di riciclaggio, le scorie da inceneritore posseggono notevoli proprietà di recupero. Dal trattamento è possibile ottenere in output rame, ottone, alluminio e altri metalli. Componenti particolarmente abrasivi sono le polveri inerti, conferibili nei cementifici al termine del processo di trattamento.

 

 

IMPIANTI PANIZZOLO CON TRATTAMENTO MECCANICO

Con l’impianto di raffinazione Panizzolo gli scarti derivanti da impianti e centrali termiche e da impianti di termovalorizzazione sono introdotti in un ciclo di recupero End-of-waste che opera solo con trattamento meccanici. Il mulino a martelli Flex 500 Stationary Refine (con culla brevettata) e i mulini raffinatori brevettati RAF-F e RAF-M processano il rifiuto in un unico passaggio e senza perdite negli inerti.

 

CONTROLLO DELLE USURE. OUTPUT: MATERIA PRIMA SECONDARIA

Tramite specifiche fusioni e logiche di lavorazione, i mulini a martelli eseguono trattamenti su rifiuti abrasivi come le ceneri da combusto.
Dai rifiuti dei termovalorizzatori vengono recuperati e granulati i metalli (rame, ottone, alluminio, etc), separandoli dagli inerti e rientrando nella categoria “Materia Prima Secondaria”. L’impianto di raffinazione Panizzolo massimizza la redditività dei metalli al momento della vendita, abbattendo i costi di gestioni e semplificando le manutenzioni.

Triturazione del filo di rame da motori elettrici

 

Flessibile nella lacerazione dei rifiuti metallici, il trituratore Panizzolo PZ 2H è ideale anche nel trattamento di matasse con filo di rame.
Questo output, proveniente da impianti di trattamento motori elettrici, si compone da un groviglio di cavo misto a ferro, acciaio, alluminio e altri metalli. Il processo di triturazione, oltre a ridurne la dimensione, permette di sbrogliare la matassa anche in presenza dei metalli più ostici.

 

 

Evitando di lavorare con materiale non conforme al carico dei mulini raffinatori, il trituratore Panizzolo è un primo step fondamentale per garantire qualità di lavorazione, costanza di produzione e redditività finale dei singoli metalli.

Cavi elettrici Armati: valorizzazione di rame, alluminio e ferro

 

APPLICAZIONI DEL CAVO ARMATO (SWA)

A differenza dei normali cavi elettrici, la struttura dal cavo armato è specializzata nel fornire un alto livello di protezione da tagli, schiacciamento e abrasioni. Viene installato in ambienti urbani e industriali, principalmente per la trasmissione elettrica.

L’interno del cavo blindato varia a seconda dello scopo di utilizzo, sia per materiale che spessore dei metalli. Generalmente appena sotto la guaina è presente una lamina di ferro, mentre al centro la trasmissione elettrica può essere in cavi di rame o alluminio.

 

 

LA GESTIONE DEL RIFIUTO DA CAVO CORAZZATO

Al termine del suo ciclo di utilizzo il cavo corazzato diventa un rifiuto impegnativo da introdurre nel ciclo di riciclaggio. I classici impianti di trattamento cavi non sono progettati per ricevere in input questo rifiuto, danneggiando e usurando le componenti delle macchine.

Fino a qualche anno fa i cavi armati erano destinati, insieme ad altri rifiuti metallici, all’esportazione verso paesi come Cina e India. Tuttavia Il recente blocco dell’Unione Europea ha imposto la necessità di introdurre nei paesi membri efficienti soluzioni di recupero.

 

TRATTAMENTO CON MULINI A MARTELLI PANIZZOLO

Alle richieste di trattamento dei cavi blindati, Panizzolo ha saputo prontamente rispondere con la sua gamma di mulini a martelli e l’impianto di raffinazione brevettato. Le prestazioni di macinazione permettono efficaci passaggi di valorizzazione e separazione di ferro, alluminio e rame senza perdite negli inerti. La logica di macinazione semplifica il ciclo di recupero e massimizza la redditività dei metalli al momento della vendita.

L’opportunità di business nascosta nei rifiuti misti da RSU

 

L’Unione Europea ha introdotto negli ultimi anni stringenti normative per il conferimento in discarica, allo scopo di massimizzare il recupero dei materiali riciclabili. Un obbiettivo che attualmente molti impianti europei faticano a concretizzare quando si scontrano con il barattolame misto da RSU.

Tale rifiuto si compone da metalli (in predominanza ferro, alluminio e acciaio) mescolati ad inerti casalinghi come nylon, plastiche, vetro, ecc. Una produzione in costante crescita, stimata dalla recente relazione EUROSTAT a circa 42,3 milioni tonnellate annue.

 

La gestione del Barattolame da RSU: recuperare il proler ferroso

I rifiuti RSU presentano una non omogeneità del loro contenuto a causa di un’inefficiente raccolta differenziata nelle capitali e nelle città metropolitane.
Con una concentrazione di inerti che può arrivare fino al 60% rispetto ai metalli, è considerato troppo oneroso da trattare ma, allo stesso tempo, non conforme allo smaltimento nelle discariche europee.

Per massimizzarne il ciclo di recupero un’interessante opportunità di business risiede nel valorizzare il proler metallico. In questo modo si ha la possibilità di reintrodurre nel ciclo produttivo ferro, acciaio, inox e metalli quali Alluminio, rame e ottone.

Tuttavia le fonderie impongono stringenti parametri per una fusione ottimale del prodotto. Di conseguenza l’azienda non può affidarsi unicamente a cernite manuali, apritori e lettori ottici/raggi X.
La soluzione è data dagli impianti di macinazione. Un mulino a martelli di qualità libera il metallo dagli inerti, semplifica le fasi finali di separazione e ne massimizza il valore commerciale.

L’organizzazione che intraprende questo percorso deve ponderare attentamente le caratteristiche tecniche dei mulini per rottami. Macinare il barattolame misto da RSU con modelli non adatti o improvvisati porta, nel medio-breve periodo, a seri danni economici e produttivi.

 

Il mulino per rottami

Durante la lavorazione il mulino è sottoposto a picchi di lavorazione, stressando molte componenti meccaniche e causando, nei modelli meno efficienti, danni strutturali .
La sicurezza produttiva nel lungo termine deve essere garantita da strutture e corazze adeguate agli RSU, velocizzando anche l’accesso agli elementi coinvolti nella macinazione. Questi ultimi rispetto ad altre lavorazioni subiscono un decadimento più rapido, causato da abbondante presenza di vetro e acciaio. Un problema costante nei mulini con fascia di prezzo medio-basso, penalizzando economicamente produttività e gestione dei ricambi.
A differenza i fornitori che propongono soluzioni di qualità più elevata hanno introdotto con successo speciali leghe di fusioni nei mulini orizzontali. Martelli e griglie riscontrano un’usura più lenta e graduale, rendono costante la qualità degli output ed evitando il blocco causato dagli inerti leggeri che fluttuano nella camera di macinazione.

A completare l’offerta di un mulino a martelli di qualità deve essere la flessibilità di trattamento. Cambiare velocemente il set up delle griglie è fondamentale, specialmente con questo rifiuto. Ancora oggi pochi fornitori tecnologici sono in grado di garantire questo valore aggiunto negli impianti dedicati alla valorizzazione del barattolame misto da RSU.

L’impegno e la professionalità affrontato dai pochi fornitori tecnologici ha permesso di rivedere il metodo di approccio al trattamento.
Non dovendo più rimbalzare da un’impianto all’altro in attesa di essere esportato, interrato o bruciato, sempre più impianti in tutta Europa sono sono in grado di valorizzare profittevolmente i metalli da RSU, ottenendo materia prima secondaria e reintroducendoli nel ciclo economico.

La QUALITÀ deve essere concreta, non uno spot pubblicitario

 

Speciale Global Recycling Day: 18 Marzo 2019

Il Global Recycling Day promuove l’utilizzo di maggiori tecnologie per la valorizzazione dei rifiuti.

Per concretizzare tale progetto bisogna dedicare maggiore attenzione alle aziende che forniscono soluzioni di recupero di alta qualità, evitando le vaghe e illusorie campagne pubblicitarie. Alcune aziende spesso promettono alti risultati produttivi solo su carta, senza poi essere effettivamente in grado di ottenerli e lasciando i clienti in balia di molteplici problematiche.

 

innovazioni a servizio del cliente

È molto importante saperle distinguere, sia nella fornitura di macchinari che di impianti completi.

Una distinzione è l’investimento delle aziende in ricerca e sviluppo, che possono essere eseguite internamente o in partnership con istituiti di ricerca universitaria.
Entrambi i metodi hanno il fine di introdurre innovazioni a servizio del cliente. Il possesso di brevetti è la finale conferma di questa qualità.

Fattore importante è la predisposizione del fornitore all’ascolto delle problematiche del cliente.
Un prodotto di qualità si basa su solide procedure di Customer Care: dallo sviluppo del ciclo produttivo su misura della località produttiva fino al trattamento finalizzato a massimizzare il valore commerciale dei materiali trattati. Ulteriore plus valore è il pre-assemblaggio e collaudo prima della partenza. Solo poche aziende puntano a velocizzare l’installazione per massimizzare il tempo di formazione.

 

Mulino a Martelli e benefici economici

Nel trattamento dei rifiuti esempio per eccellenza è il mulino a martelli. Un macchinario tanto sottovalutato quanto fondamentale nella valorizzazione economica dei metalli.
L’operazione di macinazione e riduzione volumetrica permette di pre-trattare o raffinare rifiuti come motori elettrici, profilo di alluminio, barattolame, RSU misto, raccolta triturata, RAEE e molto altro. L’output misto viene successivamente convogliato a sistemi di separazione.

Un mulino a martelli di qualità è in grado di portare benefici finanziari e produttivi. Per questo motivo bisogna riportare sul piano tecnico parole come qualità, affidabilità e produttività.

Si possono fare velocemente degli esempi concreti.
La camera di macinazione deve essere corazzata, proteggendo la struttura esterna dall’usura.
Durante la lavorazione il mulino è soggetto a dei picchi di sforzo, quindi è di strategica importanza la scelta delle carpenterie e delle saldature. Comparando diversi mulini che trattano lo stesso materiale in input, si riscontra che in modelli più scadenti usure e cricche compaiono anche dopo un breve periodo di esercizio. Viceversa in altri modelli con specifiche e accurate caratteristiche costruttive queste problematiche non si manifestano neanche dopo anni di lavoro.
Altro metro di paragone sono i componenti soggetti ad usura. Acciai e fusioni devono essere studiati appositamente. Rifiuti contenenti materiali abrasivi devono essere trattati con martelli, corazze e griglie che garantiscano lunghi cicli di lavoro, mantenendo un’alta qualità del prodotto in uscita.
La tecnologia applicata deve essere funzionale e al servizio degli operatori. La manutenzione e il cambio di configurazione per diversi trattamenti (possibilità di macinare diversi rifiuti) deve avvenire nei tempi più brevi possibili.

Questi esempi si traducono ovviamente anche in benefici di carattere economico.

Nel futuro i rifiuti saranno sempre più complessi da valorizzare. Per concretizzare l’obbiettivo del Global Recycling Day è importante distinguere le aziende che, come Panizzolo, sono in grado di offrire soluzioni tecnologie professionali a servizio della valorizzazione dei metalli e della produttività delle aziende.

Gestione rifiuti Fluff: nuovo impianto di recupero metalli

 

Trattamento flessibile nella gestione rifiuti fluff

Avviato all’inizio del 2019 il nuovo impianto di raffinazione Panizzolo per la gestione rifiuti fluff.
Presentato anche a gennaio durante il congresso di IERC (a cui Panizzolo ha partecipato con una sessione di speaking dedicata), si compone dal brevettato mulino a martelli Panizzolo, progettato per concludere il ciclo dei rifiuti Fluff e ottenere in output metalli EoW tramite il recupero di acciaio, alluminio e rame (anche da indotti e motori elettrici).

 

I rifiuti solidi in input sono differenziati nelle seguenti tipologie: Fluff da metalli misti triturati e macinati, Fluff da impianti di flottazione, car fluff (da veicoli fuori uso), fluff da riciclaggio RAEE e altre miscele secondarie.
L’impianto di raffinazione è progettato per eseguire il recupero dei metalli con una logica a ciclo End of Waste. Al termine si ottiene quindi un granulo di alluminio, rame e acciaio completamente separati e classificati come materiale prima secondaria.

 

Mulino a martelli Panizzolo: macchine che abbattono i costi di gestione

I mulini a martelli RAF-M e RAF-F sono il cuore operativo dell’impianto di raffinazione Panizzolo.
Perfezionati dopo lunghi test presso l’impianto di recupero rottami e rifiuti Panizzolo a Padova, questa categoria di mulino a martelli garantisce affidabilità e sicurezza nella gestione rifiuti fluff.
il mulino a martelli raffinatore Panizzolo, a differenza degli impianti triturazione cavi elettrici (strutturati per separare rame, plastica e macinare cavi alluminio senza altri metalli estranei), presenta un rotore a martelli fissi e mobili.
Tramite una struttura rinforzata, logiche di lavorazioni brevettate e componenti in fusioni speciali, l’impianto è perfettamente in linea con la qualità di trattamento e recupero richiesta dall’azienda in Nord Europa. Il nostro cliente si trova a trattare un rifiuto complesso composto da: rame, alluminio, plastiche, tessuto, cavi con attacco massa (con presenza di acciaio e nichel), radiatori con rinforzi di ferro, spine con acciaio, polvere di cemento e polvere di vetro da RAEE, metalli misti con acciaio e ferro (da macinazioni di motori elettrici) e altro ancora.

 

Grazie all’unicità del mulino a martelli raffinatore, Panizzolo assicura un metodo di riciclaggio rifiuti difficilmente trattabili o solitamente avviati a discarica quasi completamente automatizzato, mentre i componenti soggetti ad usura sono studiati per massimizzare il ciclo di vita e semplificarne la sostituzione. La solidità degli impianti trattamento rifiuti Panizzolo è comprovata dalla stessa azienda che tutt’ora opera a cicli continui produttivi.

 

Massimizzare la quotazione del prezzo del rame

Il recupero dei metalli e la separazione dagli inerti avviene con un ciclo di trattamento meccanico automatizzato. Il fluff misto viene macinato, separato dalle componenti magnetiche e termina con la granulazione e separazione del rame e dell’alluminio.
Seguendo la normativa di trattamento rifiuti e puntando ad ottenere metalli rinnovabili commercialmente vendibili, l’impianto di trattamento e recupero rifiuti Fluff garantisce in output una maggiore quotazione del metallo, incrementando specialmente la valutazione del prezzo di vendita del granulo di rame. Ciò è comprovato dall’impianto di recupero rottami e rifiuti Panizzolo, certificato produttore di materia prima secondaria (Mps: UE 333-2011 e UE 715-2013).
Sia in Italia che in Europa aumentano costantemente le richieste per questa nuova tecnologia. Terminando il ciclo dei rifiuti con un unico impianto che opera End of Waste (EoW), la gestione rifiuti Fluff e car fluff si apre a nuove prospettive a cui il mercato sta reagendo con forte interesse. Le aziende europee riconoscono che Panizzolo, tramite il suo impianto di raffinazione, ha saputo trasformare un grosso problema in un’interessante opportunità di business.

Est Europa: recupero dei metalli dai rifiuti misti RSU

 

Tutti i paesi dell’Unione Europea presentano grosse problematiche nello smaltimento dei rifiuti misti provenienti dai centri urbani.

La possibilità di recuperare l’alluminio e ferro contenuto (proveniente specialmente dal barattolame post consumo) è fortemente impedita dall’alta percentuale di plastica, nylon e altri inerti usuranti (come il vetro) che rende eccessivamente gravoso il trattamento per gli impianti offerti dal mercato.

Fino a qualche anno fa questo rifiuto veniva conferito in discarica, cosa non più possibile viste le recenti e stringenti normative e la graduale chiusura dei centri di raccolta. Rimane tuttavia attuale il problema di condurre tale rifiuto ad un completo ed efficace ciclo di recupero.

Panizzolo offre una concreta ed efficiente soluzione grazie ai suoi impianti di riciclaggio. Nel mese di settembre è stato avviato, presso una grossa azienda dell’Est Europa, un impianto dedicato al trattamento di questa tipologia di rifiuto da RSU.

 

 

Composto dal mulino a martelli Flex 1000 Stazionario (250 kW – produzione fino a 10 ton/h), completo – come di consueto – di culla brevettata intercambiabile.
Il Flex 1000 Stazionario esegue un’eccellente macinazione ottenendo in output un proler di alta qualità e densità. La finale valorizzazione avviene tramite un separatore ad aria tramite zig-zag serie ZZ 10000 che libera il metallo da residui leggeri di inerti.
A differenza l’output non magnetico, in uscita dal mulino, viene trattato in linea dall’eddy current Panizzolo ECP 1000 e completando così il recupero e pulizia dell’alluminio dall’inerte.

 

 

Consuetudine degli impianti Panizzolo è la veloce installazione e messa a regime delle sue soluzioni. In brevissimo tempo il cliente è stato in grado di partire subito alla lavorazione pieno regime operativo.
La qualità Panizzolo è un fattore che si evidenzia anche nel tempo. Gli impianti concretizzano la parola d’ordine “il tempo è denaro”: sono progettati per operare a cicli continui produttivi, le manutenzioni sono semplici ed essenziali e la logica di lavorazione abbatte il consumo di energia elettrica (senza intaccarne la produttività oraria) anche nel trattamento di recupero dei rifiuti più usuranti e gravosi.

Dal barattolame misto al Proler ferroso di alta qualità

 

Nel mese di luglio è stato avviato uno degli ultimi impianti di trattamento barattolame misto. Grazie all’efficienza del trattamento e alla velocità di installazione le soluzioni Panizzolo sono considerate al top nel settore e continuamente richieste sia in Italia che all’estero.

Il recente impianto si compone di un Flex 1000 Stazionario e di un sistema di separazione ad aria tramite ZIG-ZAG per la pulizia del proler ferroso dall’inerte.

 

 

I mulini a martelli serie Flex (stazionari o trasportabili) eseguono eccellenti macinazioni con barattolame imballato e/o pressato fino al 65% di inerti al suo interno.
A seconda delle necessità produttive e del grado di pulizia dei metalli in output, l’impianto può essere completato con accessori come Zig-Zag, eddy current, dynamic shake e altro. I martelli inoltre sono disponibili in speciali fusioni contro l’usura del vetro.

 

 

Grazie al sistema di macinazione Panizzolo il metallo viene liberato dalle componenti di scarto e il ferro appallotolato. La densità del materiale e il suo grado di pulizia rientrano ottimamente nei parametri per il conferimento in fonderia.

L’efficienza e la qualità di macinazione dei mulini a martelli Panizzolo è garantita dalla culla brevettata intercambiabile. 

Sud-Corea e trattamento dei RAEE: in viaggio il mulino Flex 800

 

Essendo la Repubblica Coreana una dei maggiori leader del mondo nella progettazione e costruzione di innovativi prodotti tecnologici (sia industriali che domestici), non è una novità riscontrare, da parte delle aziende che operano nel settore del riciclaggio, il crescente fabbisogno di valorizzare correttamente i rifiuti elettrici ed elettronici da RAEE prodotti all’interno della nazione.

Queste aziende hanno individuato nella Panizzolo un ottimo partner nella fornitura di soluzioni di riciclaggio semplici ed efficaci, compatte e dinamiche, flessibili ed instancabili, soprattutto in grado di valorizzare il rame e i metalli contenuti nei rifiuti da RAEE. Con il precedente impianto Flex 1000 Mobile Drum (avviato all’inizio del 2018 presso una grossa azienda di raccolta dei metalli) hanno potuto direttamente vedere l’impianto Panizzolo in azione e constatarne l’efficienza, la produttività, la qualità degli output e i bassi costi energetici necessari al funzionamento.

 

 

Con il sistema brevettato di culle intercambiabili, i mulini a martelli (sia stazionari che mobili), eseguendo ottime pre-macinazione e raffinazioni dei RAEE. La gamma di mulini a martelli Panizzolo arriva fino alla completa pulizia dei metalli, trasformando il rifiuto in materia prima pronto per esser conferito in fonderia. Queste soluzioni inoltre abbattono drasticamente i costi di gestione, le usure, semplificano le manutenzioni e soprattutto utilizzano tecnologie brevettate dall’azienda e sviluppate di 30 di esperienze dirette.

Nel mese di Aprile è stato spedito un Flex 800 Stazionario che, tramite un motore da 160 kW, permette una produzione fino a 8 ton/ora.
L’impianto è stato venduto ad una importante azienda Sud-Coreana che opera nella raccolta dei rifiuti da RAEE, permettendole di eseguire ottime macinazioni del materiali per prepararlo con efficienza alla separazione magnetica tramite l’apposito modulo installato all’uscita del mulino.

 

 

Il Flex 800 Stazionario è stato appositamente imballato per il lungo viaggio in mare che lo aspetta prima di giungere dall’azienda coreana.
La filosofia della Panizzolo è quella di eseguire sempre una perfetta e veloce installazione e messa in funzione. Per questo motivo la sua scrupolosa attenzione viene estesa specialmente alla preparazione dei componenti per l’imbarco nella porta-container.
Le fasi di imballaggio vengono eseguite da una ditta specializzata e certificata in questo campo. I loro tecnici e quelli della Panizzolo operano fianco a fianco in modo tale che la sicurezza del trasporto e l’integrità del macchinario venga messa al primo posto.
I componenti smontati sono distribuiti omogeneamente in vari blocchi, fissati all’interno di specifiche strutture in legno e infine inseriti e bloccati all’interno dei container. Prima di partire per il porto i tecnici eseguono la registrazione del numero identificativo del container e il lotto del macchinario che contiene, mentre un addetto ha il compito di piombare le porte di accesso.
Altro problema da evitare durante il mese di viaggio è l’aggressività della salsedine del mare e degli agenti atmosferici (calore, umidità, infiltrazioni di pioggia all’interno dei container, etc). Per questo motivo i componenti vengono racchiusi e sigillati all’interno di speciali sacchi, progettati appositamente per il completo isolamento.

 

 

Nel corso del 2018 la presenza delle soluzioni di riciclaggio Panizzolo sarà in continuo aumento nella Repubblica di Corea. Le aziende del luogo mostrano un continuo e crescente interesse verso la qualità degli impianti dell’azienda padovana, progettati grazie alle esperienze dirette nella lavorazione dei rifiuti metallici e ferrosi. Le numerose richieste di contatto e i contratti di vendita testimoniano la concreta professionalità di una gamma di soluzioni che si sta imponendo come top nel settore.

Flex 800 Mobile: nuovo impianto operativo

 

Nei primi mesi del 2018 è stata completata l’installazione e la messa in funzione del nuovo Flex 800 Mobile, presso una grossa azienda dell’est Europa.

Consuetudine della Panizzolo è l’attenta e studiata progettazione (frutto della lunga esperienza) che permette di combinare alta produttività con bassi costi energetici. Il nuovo Flex 800 Mobile presenta infatti un motore elettrico 160 kW ed una capacità produttiva fino a 8 ton/ora.

 

 

L’azienda utilizzatrice, in questo modo, è in grado eseguire eccellenti lavorazioni sia con il profilo di alluminio che con il carter mix proveniente dai motori auto, passando dall’uno all’altro in maniera semplice e veloce grazie alla sistema brevettato Panizzolo di culle intercambiabili.

Il Flex 800 Mobile è stato progettato per avere una struttura solida e robusta, permettendo all’utilizzatore di poter macinare materiali gravosi in completa sicurezza. Efficace anche per cicli continui di produzione e in condizioni estremamente rigide del clima, in quanto l’avviamento è stato portato a termine durante un’abbondante nevicata.

 

Compreso nel Flex 800 Mobile troviamo il sistema di caricamento specificamente studiato, il circuito oleodinamico che (tramite l’apposita pulsantiera) permette l’apertura della macchina per la manutenzione, il quadro elettrico e il software per la semplice gestione e l’automatica ottimizzazione della lavorazione. Il tutto è racchiuso all’interno di un carter insonorizzante che svolge la duplice funzione di abbattere quasi tutta la rumorosità e garantisce la sicurezza degli operatori.

Come gli altri modelli della gamma Flex Mobile, il mulino a martelli è stato progettato per essere velocemente e facilmente trasportato ed installato, assicurando all’utilizzatore di poter iniziare le lavorazioni nel più breve tempo possibile.

 

Di seguito al Flex 800 Mobile, completano il ciclo di trattamento dei rifiuti un modulo per la separazione magnetica (che intercetta l’uscita dal mulino) e un sistema di separazione a correnti parassite Panizzolo ECP 800 per (per la divisione dei metalli non ferrosi e dell’inerte).

L’alta affidabilità delle soluzioni e la professionalità dei tecnici Panizzolo ha pienamente soddisfatto l’azienda, conscia di aver scelto il top di gamma nel settore per massimizzare la qualità e il valore dei metalli nei suoi rifiuti.