Happy Holiday

Happy Holiday

Siamo chiusi per ferie
dal 8 al 16 agosto


Software Panizzolo Recycling Systems: in che modo contribuisce alla redditività nel trattamento dei rottami?

Software Panizzolo Recycling Systems: in che modo contribuisce alla redditività nel trattamento
dei rottami?

Panizzolo Recycling Systems integra, parallelamente alla progettazione meccanica, lo sviluppo interno di uno specifico software per il controllo e la gestione delle sue soluzioni di riciclaggio. Per quale motivo l’azienda ha strutturato negli anni un’attività tanto specializzata? In occasione del recente avviamento dell’Impianto di Raffinazione Compact, abbiamo rivolto questa domanda direttamente ad Andrea Simoni che, affiancando il responsabile Denis Zanin, ha programmato l’interfaccia operatore dell’impianto di riciclaggio.

Ciao Andrea. In cosa consiste il software Panizzolo e perché viene sviluppato internamente?

Lo sviluppo del software si è basato sulla nostra diretta esperienza nel trattamento dei rottami metallici. L’interfaccia operatore avviene tramite touchscreen e dunque abbiamo progettato semplici videate di tutto il ciclo di trattamento, con un’immediata comprensione di monitoraggi e regolazioni anche in tempo reale.

Essere proprietari del software e, parallelamente, anche dello schema elettrico per noi è indispensabile. La tecnologia è sempre in costante aggiornamento e consulenti esterni avrebbero potuto rallentare l’attività di Ricerca e Sviluppo aziendale. Diversamente possiamo rapidamente installare upgrade e tecnologie di ultima generazione a beneficio di produttività, sicurezza e gestione logica. Ci distingue inoltre la nostra attenzione nella traduzione di tutta l’interfaccia operatore, un elemento necessario per semplificarne ulteriormente l’utilizzo.

 

Nella strutturazione del software generalmente come procedi?

Di base il software presenta una logica comune a tutti i macchinari di riciclaggio Panizzolo mentre, per gli impianti di trattamento rifiuti più complessi, comprende sezioni aggiuntive più specifiche. Scendendo nel dettaglio troviamo due livelli di parametri. Da una parte abbiamo le regolazioni per sicurezze e logiche essenziali di funzionamento. Ne fanno parte per esempio le fasi di avviamento e spegnimento dove, specialmente nell’impianto di raffinazione, l’energia elettrica deve essere ottimizzata e il flusso di materiale deve essere sempre costante.

A differenza il secondo livello comprende parametri liberamente impostabili, sia durante la fase di collaudo sia in un secondo momento dal cliente. I più importanti sicuramente riguardano il mulino a martelli ma permettiamo anche di interagire con altri componenti. Specifici sensori registrano l’andamento in tempo reale, permettendo al software di capire se il mulino lavora correttamente o se deve intervenire per riportare equilibrio produttivo. I parametri sono sempre modificabili, anche in tempo reale, e si trovano in un’apposita sezione definita “Ricette”.

 

Quale è la logica di funzionamento di questa sezione?

In poche parole confermiamo ciò che maggiormente distingue i macchinari di riciclaggio Panizzolo: qualità degli output e flessibilità di trattamento. Per nostra esperienza sappiamo che il rottame, oltre a diversificarsi in categorie, non è mai omogeneo nella composizione. Un concetto tanto semplice quanto fondamentale. Per questo motivo abbiamo sviluppato la sezione “Ricette”.

Il cliente in maniera chiara ed intuitiva visualizza i parametri fondamentali, personalizza le tipologie di trattamento e può eseguire modifiche anche durante la lavorazione.

Cerco di spiegarmi meglio. Capita che in un’azienda emerga la necessità di lavorare o testare altre tipologie di materiale. Invece di modificare i parametri utilizzati per la lavorazione quotidiana, è possibile selezionare una nuova ricetta e impostare dati completamente nuovi. Una volta confermati, tali parametri potranno essere resti univoci con nomi personalizzati.

Come già detto il rifiuto in ingresso non è mai completamente omogeneo. Tramite le ricette permettiamo di regolare caricamenti e flussi, così che mulino e sistemi di separazione possano ottimizzare tutti i passaggi di trattamento. Su questo argomento, durante il training del Compact Refine Plant, abbiamo fatto chiarezza sul significato di “ottimizzazione della lavorazione” per Panizzolo.

Con il nostro software non vogliamo solo evitare il sovraccarico dei macchinari ma vogliamo permettere una lavorazione continua ed equilibrata, che sia in grado di portare beneficio a qualità finale, produttività oraria e integrità dei componenti.

 

L’attività di training svolge dunque un ruolo fondamentale?

Assolutamente. In fase di collaudo ottimizziamo la prima ricetta insieme al cliente e ai suoi operatori. Siamo già in grado di caricare i nostri parametri predefiniti di trattamento, tuttavia una volta sul campo e con l’effettivo rottame procediamo a confermare tali tarature. Seguiamo un preciso iter, portando in sicurezza la produzione a regime e spiegando ogni singolo step agli operatori: quali parametri toccare e come influiscono, cosa consigliamo di tenere d’occhio, come intervenire a seconda delle situazioni e molto altro ancora. Il nostro obiettivo è fornire una solida base di partenza e permettere ai clienti di costruirsi una propria esperienza. Con il collaudo del Compact Refine Plant prestiamo maggiore attenzione a queste fasi, in quanto ogni componente è progettato per apportare un determinato beneficio produttivo.

 

Oltre alla vostra esperienza, come vi aiuta il software nel training?

I grafici di monitoraggio permettono di chiarire maggiormente la macinazione del mulino a martelli. Se il ciclo di trattamento è un continuo start e stop, a fine giornata o a fine mese il software evidenzierà l’accumulo dei vuoti lavorativi, confermando il gap tra ore di lavoro e produzione effettiva.

Sempre i grafici permettono di massimizzare la produttività e allo stesso tempo evitare il sovraccarico o il blocco del mulino. Con il training cerchiamo di passare quante più informazioni possibili agli operatori. Tuttavia qualora il cliente abbia necessità specifiche siamo sempre presenti con consulenze ed assistenze nel post vendita.

Quali benefici porta il software Panizzolo alla manutenzione?

Nel caso di malfunzionamenti il software indica la zona da controllare, allegando una spiegazione della problematica ed evitando di far perdere tempo all’operatore con allarmi generici. Periodicamente compaiono avvisi specifici per la manutenzione ordinaria, la cui esecuzione deve essere confermata manualmente, per poi rimanere archiviata nella memoria interna. Essendo proprietari sia del software che dello schema elettrico siamo doppiamente efficienti dal lato assistenziale. Abbiamo piena competenza di tutta l’elettronica installata, anche solo banalmente per una questione di ricambistica, mentre il pannello di controllo viene fornito già predisposto al collegamento internet per l’assistenza da remoto.

 

Quali miglioramenti avete in programma per il prossimo futuro?

In Panizzolo Recycling Systems teniamo molto al costante aggiornamento elettrico, elettronico e software e dunque per questo motivo abbiamo molto progetti in cantiere. Senza entrare troppo nel dettaglio, ci stiamo focalizzando molto sull’assistenza da remoto, molto apprezzata dai nostri clienti. Abbiamo da poco introdotto un touchscreen di nuova generazione, programmando una serie in aggiornamenti e implementando nuovi parametri.

Insieme al responsabile Denis Zanin, programmiamo le implementazioni restando ancorati ad una logica di semplicità e di immediata comprensione. Deve essere sempre il software ad adattarsi al ciclo produttivo, il cui scopo è ottimizzare e massimizzare sia le potenzialità produttive dei macchinari sia la qualità dei metalli in uscita.


Massimizzare l’investimento con il Service Panizzolo

Massimizzare l’investimento con il Service Panizzolo

Le soluzioni di riciclaggio Panizzolo offrono un’ampia gamma di trattamenti rifiuti industriali con la massima flessibilità di utilizzo. Tuttavia la composizione dei rifiuti metallici può causare ai nostri clienti difficoltà nella regolazione del trattamento stesso.

Per l’azienda diventa quindi fondamentale utilizzare i migliori strumenti di post vendita, permettendo un corretto passaggio di conoscenze e il giusto equilibrio tra redditività, usure e costi energetici.

Ne parliamo meglio con Mauro Bassan, Service Manager in Panizzolo Recycling Systems.

Quali sono gli obiettivi del service Panizzolo? E in che modo avete affrontato il problema del COVID-19?

L’assistenza da remoto ha consentito di mantenere attivi i servizi di post-vendita in un momento in cui non erano possibili a causa della pandemia coronavirus, specialmente all’estero, gli interventi diretti. In queste settimane però stiamo tornando pienamente operativi anche su questo fronte.

Spesso ci capita di attivare appositi canali di assistenza web per consulenze produttive, settaggio dell’impianto di trattamento rifiuti industriali per nuovi rifiuti, manutenzioni, suggerimenti di lavorazione. Negli anni abbiamo delineato precise etiche comunicative con i clienti: professionalità, trasparenza nei rapporti e onestà intellettuale.

Coerente con questi obiettivi, il service Panizzolo Recycling Systems non può focalizzarsi solo sulla vendita di ricambi. Il nostro compito sta nel condurre il cliente alla piena consapevolezza delle potenzialità produttive degli impianti di riciclaggio con cui lavora.

 

In quest’ottica, puoi spiegarci meglio cosa intendete per service da remoto?

In pratica previo appuntamento è possibile contattare un nostro tecnico tramite telefono, connessione LAN del macchinario e nuove tecnologie prossimamente disponibili. Con il service da remoto, o web, diamo la possibilità ai clienti di interfacciarsi in maniera chiara, semplice e intuitiva. Possiamo intervenire per controllare il macchinario di riciclaggio, ispezioni, chiarimenti generali, suggerimenti di trattamento a 360 gradi e molto altro ancora.

Permettimi di fare un esempio più pratico. Qualche giorno fa un nostro cliente ci ha contattato chiedendo un paio di ore di consulenza per trattare un nuovo rottame metallico e voleva individuare il migliore settaggio. Premetto che non è un cliente alle prime armi, anzi lavora con un nostro mulino mobile da molti anni. Ci invia dunque le foto del rifiuto metallico spiegandoci anche come avrebbe voluto impostare le griglie per ottenere un proler in output di alta qualità. Analizzando il tutto abbiamo quindi corretto la configurazione e i parametri del mulino mobile, indirizzandolo ad una partenza più graduale e più sicura. Con il prossimo appuntamento ci collegheremo al plc del mulino e completeremo insieme il settaggio, così da poterlo ottimizzare in tempo reale.

Non è insolito per me vedere che molti clienti, pur avendo il loro bagaglio di esperienze, continuino a cercare le nostre consulenze. Ci arrivano perfino mail ufficiali di ringraziamento per aver superato le loro aspettative produttive.

Cosa ci puoi dire sui ricambi originali Panizzolo Recycling Systems?

Essere sia costruttori che diretti utilizzatori ci permette di sapere esattamente come si comporteranno fusioni metalliche e componenti meccanici durante la lavorazione. Per questo motivo i ricambi originali Panizzolo sono progettati per raggiungere sempre il massimo risultato produttivo.

Sul mercato sono presenti opzioni più economiche, spesso improvvisate, che possono portare a serie problematiche produttive. I nostri martelli in fusione speciale, per esempio, sono stati sviluppati assieme all’Università di Padova sia per garantire costante qualità sia per annullare le problematiche insite dei modelli più commerciali.

Abbiamo infatti riscontrato che alcune leghe rischiano usure anomale o, peggio, deformazioni della struttura che comportano importanti vibrazioni in tutta la macchina. Esattamente un fatto che ha vissuto recentemente un nostro cliente. Tale azienda, attirata da un prezzo conveniente, si è affidata ad un fornitore che ignorava completamente il campo finale di utilizzo della macchina di riciclaggio. La lega non appropriata ha consumato i martelli in poche settimane, deformandoli e bloccandoli all’interno del rotore. A causa delle vibrazioni il mulino a martelli non garantiva più una lavorazione in sicurezza e siamo dovuti intervenire tempestivamente per evitare ulteriori conseguenze negative.

 

Queste peculiarità si trovano anche in altre parti dei macchinari di riciclaggio?

Assolutamente. Quando si pensa a componenti soggetti ad usura spesso ci si immagina lame, martelli, corazze o griglie. Tuttavia anche il grasso fa parte di questa categoria, specialmente quello impiegato nei cuscinetti del rotore. Per la costante efficienza del mulino a martelli è fondamentale preservare i cuscinetti sul lungo periodo.

Nel nostro impianto di riciclaggio di Piove di Sacco abbiamo testato varie tipologie di grasso per alte temperature, optando per una speciale miscela in collaborazione con un’azienda italiana altamente specializzata. A differenza di altre marche più commerciali garantisce maggiori cicli di lubrificazione, rispetta l’integrità del cuscinetto nel lungo periodo, riduce la temperatura di esercizio e, cosa più importante, non teme la polvere metallica.

Proprio l’altro giorno ho avuto modo di discuterne con un nostro cliente. Voleva trovare una marca alternativa nel suo Paese ed era convinto che sarebbe stato sufficiente utilizzare lo stesso grasso applicato nelle pellettatrici e nelle bricchettatrici. Ho dovuto tuttavia dissuaderlo dall’utilizzo e spiegargli che avrebbe portato problemi per viscosità, punto di calore e compatibilità di miscelazione. Purtroppo molti pensano che i grassi lubrificanti siano tutti uguali, cosa assolutamente sbagliata. Negli anni ho potuto constatare, anche in altri settori, rotture di cuscinetti conseguenti alla leggerezza attribuita alla lubrificazione.

 

Nel prossimo futuro avete in programma qualche novità? Ci puoi anticipare qualcosa?

Come accennavo all’inizio, nel corso di quest’anno introdurremo delle implementazioni al servizio di assistenza. Ovviamente ora non posso scendere troppo nei dettagli, tuttavia posso anticipare qualcosa.

In questi anni l’attività post vendita ha visto un incremento esponenziale della richiesta da remoto, interventi da clienti e vendita di ricambi.

Vogliamo continuare a mantenere un’alta qualità di servizio e allo stesso tempo rimanere coerenti con i nostri obbiettivi aziendale. In quest’ottica stiamo sia investendo nell’organizzazione interna sia nello sviluppo di nuove tecnologie a servizio delle aziende di trattamento rottami.

L’assistenza da remoto, a partire dal 2020, sarà sempre più utilizzata e dunque stiamo ultimando la preparazione di una nuova tecnologia molto utile per il cliente e davvero molto semplice da utilizzare. Non posso dire altro, ma nei prossimi mesi pubblicheremo tutte le novità del Service Panizzolo.


Intervista a Richard Groß, General Manager di PIP Processing In Plastics

Intervista a Richard Groß, General Manager di PIP Processing In Plastics

Accanto alle note aziende di trattamento rottami sono presenti realtà industriali altamente specializzate. Non trattano profili di alluminio o motori elettrici, ma preservano l’ambiente e producono materia prima secondaria partendo da tappi di plastica e alluminio utilizzando impianti di riciclaggio industriale.

Come previsto dal governo tedesco le bottiglie d’acqua vuote non vengono gettate tra i rifiuti, ma sono recuperate dalle fabbriche di origine e, una volta lavate e sterilizzate, riempite nuovamente. Il sistema è adottato con successo in Germania da molti anni. L’unico neo tuttavia è il tappo, che deve essere sostituito per mantenere un’alta qualità di imbottigliamento.

Questo rifiuto attualmente viene raccolto e trattato da PIP Processing In Plastics. Fondata a Rheinböllen nel 2009, l’azienda è strutturata per lavorare a ciclo End-of-Waste. La sua mission è quella di produrre materia prima di qualità e allo stesso tempo intervenire attivamente per salvaguardare l’ambiente.

Scopriamo questa azienda insieme al General Manager Richard Groß, che recentemente ha scelto l’impianto di raffinazione Panizzolo per il trattamento dei suoi tappi di alluminio.

Ci può parlare di PIP e delle sue peculiarità?
In PIP Processing In Plastics trattiamo tappi da aziende tedesche di imbottigliamento, producendo in output materia prima secondaria di alta qualità. Grazie alla nostra strategica posizione vicino a queste aziende, salvaguardiamo l’ambiente limitando il traffico e completando il trattamento dei rifiuti all’interno del nostro stabilimento. Un tappo intero che viaggia su strada produce molto più inquinamento rispetto allo stesso in versione granulata. Ai nostri clienti vendiamo granulati di alluminio e granulati plastici divisi in polipropilene e polietilene.

Vedo che avete appesi molti certificati di qualità ambientale
Attestano come annualmente siamo impegnati a proteggere l’ambiente. La nostra posizione privilegiata ci permette di abbattere il CO2 per il trasporto dei rifiuti. Inoltre puntiamo ogni anno ad ottimizzare i trasporti, in modo da risparmiare sempre più anidride carbonica nell’ambiente.

Ci parli meglio del rifiuto che recuperate
Fino a vent’anni fa i rifiuti da tappi di bottiglia finivano nelle discariche o negli inceneritori. Tuttavia con il passare degli anni ci si è resi conto delle potenzialità di reintrodurli del ciclo economico. Fondando l’attività mi sono focalizzato sulla qualità degli output, in modo da differenziarmi dagli altri competitor tedeschi. Abbiamo un impianto di riciclaggio dedicato al trattamento dei tappi di plastica. Vengono separati dalle versioni metalliche, quindi triturati e poi lavati. Una volta eliminata qualsiasi contaminazione estranea, vengono divise nelle nostre due qualità: il polipropilene e il polietilene. La linea di trattamento per la plastica si divide in corsie separate. Questo perché molte volte acquistiamo anche tappi da scarti di produzione, che necessitano di un differente trattamento.

Può spiegarci meglio cosa intendete per qualità degli output?
Parte principale del nostro business è scegliere il prodotto da trattare, sapendo cosa vogliamo ottenere in output. Comprare del granulo nuovo non è affatto economico, ma noi siamo in grado con i nostri prodotti di offrire una materia prima più conveniente circa del 25-30%, mantenendo una qualità quasi paragonabile al nuovo. In questo modo possiamo offrire ai nostri clienti un doppio benefit: un risparmio nell’acquisto e sapere che stanno utilizzando una materia prima proveniente da impianti di riciclaggio. Cosa importante nel mercato, in quanto le aziende tedesche sono sempre più sensibili a questa tematica. Generalmente vendiamo a grosse aziende che miscelano il composto e lo fondono per creare nuovi prodotti. Una parte dei nostri clienti che acquista i granuli plastici e di alluminio lavora nel settore automobilistico. A seconda dei casi possono essere utilizzati per produrre parafanghi, fiancate, coperture dei motori e altro ancora.

Siete i più convenienti nel mercato?
Assolutamente no. In giro è possibile recuperare granuli più conveniente dei nostri, ma non possiedono la stessa qualità. Presentano grosse percentuali di impurità che possono danneggiare la produzione dei nostri clienti al momento della miscelazione e della fusione. Il motivo sta nel fatto che l’input dei loro impianti di riciclaggio proviene da differenti scarti, mentre noi siamo molto selettivi nell’acquisto. I nostri clienti continuano a tornare perché sanno che trovano alta percentuale di purezza di polietilene e polipropilene. Le aziende che offrono qualità minore infatti tendono ad esportare all’estero, mentre i nostri prodotti sono destinati al consumo dell’industria tedesca, che richiede sempre maggiore qualità.

I tappi di alluminio invece che procedimento seguono?
Fino a poco tempo fa i tappi di alluminio venivano solo separati e poi destinati al trattamento di riciclaggio in altre aziende molto distanti da Rheinböllen. Ci siamo ovviamente resi conto molto presto che questo modo di lavorare era controproducente sia per il nostro business sia per la nostra vision di preservazione ambientale. Inoltre abbiamo visto che in questi anni il mercato sta cambiando. Tempo addietro tendenzialmente si sostituivano i tappi di alluminio con quelli in plastica. Tuttavia una crescente sensibilità ambientale sta facendo cambiare direzione, preferendo l’uso di quelli metallici. Nel 2019, per esempio, la quantità di tappi di alluminio in Germania è cresciuta dell’8% e nei prossimi anni salirà sempre di più.

Per questo motivo abbiamo deciso di gestire internamente tutto il ciclo di trattamento del rifiuto ed essere coerenti con con entrambi i nostri scopi aziendali: massimizzare la valorizzazione ed aiutare l’ambiente. Un tappo di alluminio è più costoso da produrre rispetto ad uno di plastica, tuttavia il cliente finale è sempre più sensibile e preferisce comprare prodotti ecosostenibili. Le aziende produttrici si adattano a questo trend e quindi nel prossimo futuro vedremo incrementare sempre più i tappi in metallo.

Dunque la decisione è ricaduta su un impianto di raffinazione?
Era la scelta migliore. Siamo andati sul mercato e abbiamo cercato un fornitore che avesse un’ottima reputazione e una solida esperienza nel riciclaggio dei rifiuti, specialmente nella raffinazione dell’alluminio. Panizzolo Recycling Systems mi è stata suggerita chiedendo a colleghi e amici del settore. Sono stato presentato a Mauro Panizzolo, che mi ha accompagnato a vedere il suo impianto di trattamento vicino a Padova, in Italia. Avendo dei contatti nella penisola, ho chiesto in giro e ho ricevuto feedback molto positivi. Dopo un test con il nostro materiale ci siamo convinti che Panizzolo Recycling Systems fosse il partner più adatto alle nostre esigenze.

Vedendo l’impianto di raffinazione in funzione che idea si è fatto? Che ne pesa di Panizzolo e del granulo in uscita?
Sono completamente soddisfatto dell’impianto di raffinazione e da come siamo stati seguiti in tutte le fasi, dal layout fino al training dei miei uomini. Ad essere sincero ci sono due aspetti che mi hanno positivamente colpito: il fatto che produca poco rumore e che non disperde polvere in giro. Tutti plus che ci permettono di lavorare in sicurezza con ambiente e personale senza dover aggiungere altri investimenti.

Altra cosa che mi ha piacevolmente sorpreso è la possibilità di personalizzare i parametri del software di gestione e controllo. Una notevole flessibilità e velocità di adattamento che è perfetta per le nostre tipologie di rifiuto in input.

I loro tecnici sono professionalmente molto preparati e hanno dato ai miei uomini tutte le informazioni per lavorare al meglio. Ovviamente ora la parte più importante sta nel crearci la nostra esperienza, in modo da ottimizzare tutte le funzioni e i set-up. Non credo tuttavia ci saranno grosse problematiche. È la nostra prima volta con un impianto di riciclaggio del genere, ma vedendolo in funzione sono sicuro che ci sono ottime prospettive di business.

Avevate visto anche altri impianti di riciclaggio?
Sì, ne avevamo visto un altro. Era un’azienda tedesca, ma alla fine non aveva grandi esperienze nella raffinazione. Abbiamo anche fatto dei test di trattamento dei rifiuti, ma la qualità in uscita non è stata all’altezza di quello che volevamo.

In Germania quante sono le aziende che lavorano il suo stesso rifiuto?
Non siamo in molti in questo campo. In tutta la Germania dovremmo essere massimo quattro o cinque. Ci sono delle grosse aziende che trattano i tappi, ma solo perché raccolgono molti tipi di rifiuti plastici e metallici. Non sono specializzate come noi, che produciamo un output di alta qualità. Questa cosa fa davvero la differenza.

Cosa vi rende unici nel mercato?
Quello che, a mio opinione, ci rende unici nel mercato tedesco è il fatto di valorizzare al massimo i metalli e le plastiche in uscita dai nostri impianti di riciclaggio. I miei clienti sono interessati ad utilizzare materie prime da riciclaggio tuttavia vogliono mantenere un’alta qualità di miscelazione e fusione. Sia per la plastica che per l’alluminio noi li aiutiamo e coadiuviamo al meglio business e protezione ambientale.

Quello inoltre che ci distingue dai competitor è il continuo investimento in nuove tecnologie. Questo non vuol dire acquistare un trituratore, ma bensì investire in soluzioni che ti diano concretamente una marcia in più. Questo vuole il futuro del settore. Esempio è l’impianto di raffinazione Panizzolo che aiuta il nostro business valorizzando i tappi di alluminio, ci fornisce una qualità competitiva nel mercato e ci aiuta a salvaguardare l’ambiente.


Nuove strategie Panizzolo per il rilancio post-emergenza

Nuove strategie Panizzolo per il rilancio post-emergenza

La situazione eccezionale causata negli ultimi mesi dal COVID-19 ha cambiato molte nostre abitudini lavorative con nuove sfide logistiche, sanitarie e produttive. Diventa quindi fondamentale trovare nuove strategie per superare l’attuale emergenza, dato che le misure di contenimento del coronavirus differiscono da paese a paese.

Con spirito di rilancio produttivo Panizzolo Recycling Systems ha riaperto dal 4 maggio le sue sedi vicino a Padova. Nel rispetto del DPCM del 16 aprile 2020 abbiamo preventivamente elaborato il recente protocollo di sicurezza nazionale, informando e formando adeguatamente tutti i nostri collaboratori, sia per lavorare in completa sicurezza sia per accogliere adeguatamente tutte le aziende del settore.

Assieme ai collaboratori abbiamo scelto fin da marzo di proseguire l’attività produttiva con l’aggiunta di adeguate misure sanitarie. Questa è proseguita fino al lockdown nazionale, senza alcuna ripercussione sulla salute dei lavoratori, portando avanti la fitta pianificazione produttiva e permettendoci di riaprire a maggio efficientemente e in sicurezza.

Durante tale periodo i nostri uffici service e commerciale hanno affiancato da remoto tutte le aziende di riciclaggio, con medesima efficienza e professionalità. Allo stesso modo abbiamo rassicurato i nostri collaboratori creando un apposito canale di comunicazione e pubblicando costanti aggiornamenti. Per garantire maggior tutela possibile Panizzolo Recycling Systems ha anticipato direttamente la cassa integrazione straordinaria e condiviso una dettagliata strategia di rilancio produttivo, permettendoci ad oggi di procedere sulla strada degli obiettivi prefissati.

Prevediamo nel 2020 importanti cambiamenti nel settore del trattamento rottami metallici, complice anche il nuovo piano d’azione per l’Economia Circolare dell’Unione Europea.

Per superare questa crisi sempre più aziende di riciclaggio punteranno a cicli di trattamento End-of-Waste, cercando adeguati fornitori tecnologici. In questi mesi Panizzolo Recycling Systems ha lavorato su più fronti, sviluppando le proprie abilità commerciali e progettando una nuova serie di macchinari per il riciclaggio che presto saranno lanciati sul mercato. Coerenti con la nostra mission e vision, queste nuove tecnologie per il riciclaggio permetteranno alle aziende di ampliare le performance produttive, logistiche e di qualità della materia prima secondaria in output.


IL GLOBAL RECYCLING DAY E LA COLLABORAZIONE CON L’UNIVERSITÀ DI PADOVA

IL GLOBAL RECYCLING DAY E LA COLLABORAZIONE CON L’UNIVERSITÀ DI PADOVA

Annualmente ricade il “Global Recycling Day” e “L’Earth Day” rispettivamente a marzo e aprile. Tema di quest’anno sono i “Recycling Heroes”, ossia quelle persone che ogni giorno contribuiscono ad un futuro più verde per il nostro pianeta. Con queste premesse Panizzolo Recycling Systems ha organizzato, grazie alla collaborazione della Dott.ssa Antonella Panizzolo, uno specifico web open day per gli studenti del corso di studio "Tecniche della prevenzione dell'ambiente e dei luoghi di lavoro" dell’Università di Padova.

Per le aziende è importante portare maggiore conoscenza sulla concretezza lavorativa e fornire agli studenti maggiore professionalità nei loro futuri ruoli. Ne parliamo meglio con la dott.ssa Antonella Panizzolo, docente del corso presso l’Università di Padova.

Con la recente emergenza COVID-19 abbiamo dovuto modificare il programma per motivi di sicurezza, trasformandola in una online lesson. Tramite filmati e interviste abbiamo mostrato per quali motivi la nostra azienda è certificata nella produzione di materia prima seconda e in che modo operano i nostri impianti a ciclo di trattamento End-of-Waste.

Ci può fare una breve presentazione di lei, del suo percorso di studio e della sua carriera all’Università di Padova? 


Ho conseguito la laurea in Tecniche della Prevenzione presso l’Università degli Studi di Padova e svolgo, da  20 anni, l’attività di tecnico della prevenzione presso un ente pubblico dove mi occupo sia di ambiente sia di sicurezza nei luoghi di lavoro.

 

Quali sono gli obiettivi dei corsi di studio che dirige?

Dal 2014 e fino al corrente anno accademico 2019/2020 mi è stato attribuito un contratto per l’insegnamento di Prevenzione Verifica e Controllo dell’Ambiente e Prevenzione degli Infortuni (Classe: L/SNT4 – Professioni sanitarie della prevenzione) nel corso omonimo abilitante alla professione sanitaria di tecnico della Prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro di cui al D.M. 58/97. Il Decreto Ministeriale citato che istituisce  la figura del Tecnico della Prevenzione lo definisce come quell’operatore sanitario che, “in possesso del diploma universitario abilitante, è responsabile, nell’ambito delle proprie competenze, di tutte le attività di prevenzione, verifica e controllo in materia di igiene e sicurezza ambientale nei luoghi di vita e di lavoro, di igiene degli alimenti e delle bevande, di igiene di sanità pubblica e veterinaria. Il Tecnico della Prevenzione svolge attività istruttoria, finalizzata al rilascio di autorizzazioni o di nulla osta tecnico sanitari per attività soggette a controllo”.

Per quanto concerne la docenza, il corso universitario si articola in lezioni frontali, esercitazioni e visite guidate negli impianti di riciclaggio maggiormente significativi per la formazione degli studenti quali possono essere le discariche, i depuratori, gli impianti di compostaggio e gli impianti di gestione di rifiuti. Fondamentale per gli studenti è la conoscenza della normativa ambientale che comprende in primis lo studio del testo unico ambientale, il D. Lgs.n. 152/06 e s.m.i. con particolare riguardo alla parte IV relativa ai rifiuti, nonché la normativa tecnica di settore soprattutto in materia di recupero.

 

Credo sia importante che gli studenti possano acquisire, parallelamente alle conoscenze teoriche, le applicazioni pratico-tecniche e i principi fondanti della prevenzione e protezione degli ambienti di vita e di lavoro e in questo senso è fondamentale per loro poter visitare gli impianti di riciclaggio.

Al termine del percorso di studio, quali sono i ruoli che andranno a ricoprire i suoi allievi?

Il corso di laurea in Tecniche della Prevenzione prepara gli studenti a svolgere la futura attività professionale come “professionisti della salute” sia nel Servizio Sanitario Nazionale – nell’ambito della prevenzione, controllo e vigilanza – sia in regime di libera professione.

I Tecnici della prevenzione alle dipendenze del Servizio Sanitario Nazionale o delle Agenzie per l’Ambiente potranno collaborare con l’Amministrazione Giudiziaria per indagini di interesse sanitario e ambientale, svolgere compiti ispettivi e di vigilanza e attuare controlli al fine di accertare l’idoneità autorizzativa nonché formulare pareri sulle irregolarità rilevate mentre, nel settore privato, potranno occuparsi di consulenza in materia di Igiene degli Alimenti, Protezione Ambientale, Sanità Pubblica Veterinaria, Igiene e Sanità Pubblica o Sicurezza nei Luoghi di Lavoro.

 

Ci può spiegare l’importanza della sua iniziativa nell’accompagnare i suoi allievi a visitare le aziende che intervengono nel trattamento dei rifiuti?
 

Ritengo molto importante che gli studenti possano vedere de visu quali sono le attività di recupero che, partendo da volumi di rifiuti, consentono di ottenere materie prime come avviene nel caso della vostra azienda che si occupa sia della trasformazione dal rifiuto a risorsa e parallelamente si occupa di produrre mulini a martelli per la valorizzazione dei metalli pronti alla vendita sul mercato. A fianco dell’attività di formazione in impianto di riciclaggio il programma d’insegnamento si occuperà di analizzare le procedure autorizzative alle quali sono soggette le aziende che si occupano del recupero dei rifiuti.

 

Annualmente il 18 marzo ricade il “Global Recycling Day”. Quest’anno il tema sarà “Recycling Heroes” per riconoscere le persone che maggiormente contribuiscono per un futuro ecologico del nostro pianeta. Secondo lei i suoi allievi saranno i prossimi Recycling Heroes? In che modo?

Nel mondo giovanile c’è molta più consapevolezza delle problematiche e criticità ambientali rispetto a quella delle generazioni “adulte”. I giovani stanno dimostrando un forte interesse alle tematiche ambientali dall’inquinamento al riscaldamento globale del clima e i movimenti dei Fridays for future per lo sviluppo sostenibile e contro il cambiamento climatico – che vedono come prima attivista Greta Thunberg – ne sono una dimostrazione. In questo senso anche gli studenti di questo corso hanno tutti i titoli per essere candidati Recycling Heroes.

 

Secondo lei cosa dovrebbero fare le aziende di trattamento rifiuti per ridurre l’impatto ambientale?

Nell’Unione Europea si producono ogni anno più di 2,5 miliardi di tonnellate di rifiuti e l’UE al fine di promuovere il passaggio e lo sviluppo dell’economia circolare alternativa all’attuale economia lineare sta aggiornando la propria legislazione in materia di rifiuti.

Le imprese del settore spesso mancano in consapevolezza e conoscenze per mettere in pratica le soluzioni di economia circolare, altre volte non risultano sufficienti gli investimenti nel miglioramento dell’efficienza o sono considerati rischiosi e complessi. È pertanto opportuno, a mio parere, che le aziende stabiliscano un rapporto con i centri di ricerca universitari.


ECONOMIA CIRCOLARE E GREEN BUSINESS: QUALI NOVITÀ DALL’UNIONE EUROPEA PER LE AZIENDE DI TRATTAMENTO RIFIUTI?

ECONOMIA CIRCOLARE E GREEN BUSINESS: QUALI NOVITÀ DALL’UNIONE EUROPEA PER LE AZIENDE DI TRATTAMENTO RIFIUTI?

Nel caso di attività che operano nella valorizzazione dei rifiuti e dei rottami, un ulteriore aiuto di rilancio economico potrebbe venire dalla cosiddetta “Finanza Verde”.

La presidente della Commissione UE Von der Leyen in queste settimane ha sottolineato massima vicinanza ai governi nazionali, specialmente con l’Italia che rappresenta un esempio virtuoso nella gestione della crisi COVID-19. L’economia resta una priorità da far ripartire, salvaguardando aziende e mercato del lavoro.

Le prossime mosse da Roma e Bruxelles saranno dunque cruciali per stabilizzare i mercati e promuovere investimenti che sappiano riportare liquidità nelle casse delle imprese. Nel caso di attività che operano nella valorizzazione dei rifiuti e dei rottami, un ulteriore aiuto di rilancio economico potrebbe venire dalla cosiddetta “Finanza Verde”.

Nata nel 2007 con il lancio dei primi eco-bond, il green business o Finanza Verde ha lo scopo di supportare economicamente quei progetti che recano un vantaggio all’ambiente. Dopo una partenza a rilento, nell’ultimo decennio si è registrato un incremento degli investitori e la conseguente necessità di controlli più serrati. Verso questa direzione si sta muovendo la Commissione Europea che, nei primi mesi del 2020, ha approvato un piano d’azione a favore dell’Economia Circolare.[1]

Analizzando tale documento si notano subito due strategie di fondamentale importanza. Da una parte il regolamento vuole scollegare la crescita economia con l’estrazione di nuove materie prime e di conseguenza  promuovere i cicli di riciclaggio End-of-Waste. Così facendo l’UE punta a mantenere il più possibile le risorse all’interno del circuito economico e mette in atto l’appello lanciato dal BIR durante l’ultimo congresso a Budapest. Il regolamento al momento ingloba categorie merceologiche come gli elettrodomestici, l’elettronica e i veicoli fuori uso, con possibilità di allargare il campo d’azione.

Altro punto del documento approvato è la “tassonomia verde” per classificare quali investimenti finanziari possano fregiarsi dell’etichetta di “sostenibile”. La tassonomia è la base fondamentale nel pacchetto normativo sul green business. Permetterà di creare un linguaggio comune per gli investitori e consentirà di dare punteggi ambientali ai progetti.

[1]https://www.ilsole24ore.com/art/piano-ue-l-economia-circolare-obbligo-una-quota-materiali-riciclati-e-torna-cavetto-universale-AD3PtuC

Con questo piano d’azione si vogliono orientare maggiori flussi di capitali verso investimenti verdi. Regole più chiare, trasparenza e credibilità saranno le carte vincenti per incentivare gli investitori ed evitare il rischio di greenwashing (ossia un metodo fraudolento che si avvale dell’ecologia solo come facciata).

Questo piano è stato approvato agli inizi di marzo e programmava tempistiche abbastanza lunghe per entrare in vigore. Tuttavia l’emergenza COVID-19 che sta attraversando l’Europa in queste settimane ha cambiato radicalmente le priorità.

Oggi la sfida più grande è trovare i giusti stimoli per far ripartire l’economia. Il recente regolamento per l’Economia Circolare potrebbe diventare, se concretizzato in tempi brevi, fonte di rilancio economico per le aziende di trattamento rifiuti. Il futuro del settore, come ha sottolineato sia il BIR che la nostra azienda, sta nella completa valorizzazione dei rifiuti e nella reintroduzione di materia prima seconda nel ciclo produttivo. Per l’UE sarà dunque necessario rivedere l’agenda d’attuazione in modo da concretizzare il piano il prima possibile.


QUALI MISURE VENGONO VARATE A TUTELA DELL’ECONOMIA?

QUALI MISURE VENGONO VARATE A TUTELA DELL’ECONOMIA?

L’emergenza COVID-19 ha portato paura e incertezza sia sul fronte della salute personale sia sulla stabilità dei mercati e delle aziende. Ad oggi è difficile stimare le conseguenze, ma i governi stanno agendo per limitare gli effetti negativi.

Panizzolo Recycling Systems comunica la propria vicinanza a tutti i collaboratori, dipendenti, clienti e fornitori. Un recente articolo del sole 24 ore[1] sottolinea quanto il nuovo coronavirus stia paralizzando l’economia mondiale come solo la crisi economica 2007-2008 ha saputo fare. Se non anche di più.

A fianco del clima di preoccupazione generale, tuttavia alcune notizie delle scorse settimane hanno ipotizzato un nuovo miracolo a portata di mano[2]. L’Europa che fino a poco tempo fa sembrava concentrarsi solo sulla salute della popolazione, si sta rendendo conto che nel prossimo futuro gli effetti potrebbero essere quelli di una economia di guerra. Dunque davanti ad eventi straordinari occorrono azioni straordinarie.

Dopo un primo momento di tensione legata alla vendita impazzita di titoli, l’intervento di stati e banche centrali ha dato sollievo alla finanza europea. Contributi fondamentali sono stati dati dalla presidente Bce con piano di credito bancario alle pmi, mentre Bruxelles ha sospeso di fatto il Patto di stabilità[3] per tutti i paesi europei. Agli investitori è piaciuta anche la manovra del governo italiano che lunedì 16 marzo ha stanziato 25 miliardi di euro con il Decreto Cura Italia[4]. Alle aziende vengono in questo modo sospesi gli adempimenti fiscali, i pagamenti con le pubbliche amministrazioni e altre agevolazioni verso i dipendenti. Un toccasana per Piazza affari, che si sta lentamente rialzando.

Ma a noi cosa cambierà?

Arriverà il giorno in cui la crisi sanitaria sarà finita e lentamente dovremmo rialzarci in un’economia totalmente diversa, dove sono state scardinate logiche che prima sembravano indiscutibili.

Nel nostro settore le previsioni più positive riguardano il business dei servizi e delle materie prime. Puntando a massimizzare la valorizzazione dei metalli potranno avere maggiori probabilità di rialzarsi per primi e rilanciare l’Economia Circolare con maggiore slancio. I governi si stanno muovendo in quella direzione e anche Panizzolo Recycling Systems cerca di fare la sua parte, proponendo pacchetti di riciclaggio di alta qualità che sappiano ottimizzare maggiormente l’investimento delle aziende. Si dice che “è sempre più buio prima dell’alba”. Chissà, magari siamo alla vigilia di un nuovo miracolo economico?

 

 

 

[1]  https://lab24.ilsole24ore.com

[2] https://www.proiezionidiborsa.it

[3] https://www.ilsole24ore.com

[4] http://www.governo.it


COVID-19: LASCIA IL VIRUS FUORI DALLA PORTA

COVID-19: LASCIA IL VIRUS FUORI DALLA PORTA

Gentili clienti,
Il governo italiano ha proclamato un ulteriore giro di vite per combattere il dilagare del COVID- 19. Con apposito decreto viene dunque sospesa l’attività lavorativa non essenziale in tutta la penisola italiana.
Mettiamo dunque in pausa le nostre sedi fisiche e proseguiamo, dove possibile, con lo smart working. Tutto il team Panizzolo ha dato massimo supporto per proseguire da remoto il proprio lavoro. Vi garantiamo che risponderemo a TUTTE le richieste dando priorità alle più urgenti.

Vi terremo aggiornati sull’evoluzione della situazione.
Grazie da tutto il team Panizzolo


CONCORRENZA ETICA: ACCOGLIMENTO DEL RICORSO PANIZZOLO

CONCORRENZA ETICA: ACCOGLIMENTO DEL RICORSO PANIZZOLO

Fondamentale per il nostro mercato, la concorrenza stimola l’innovazione aziendale. Tuttavia quando affiorano imprenditori che vengono meno alla correttezza professionale, lo svantaggio ricade nei clienti che acquistano.

«È la concorrenza che tiene in moto il mondo, non l’amore.» scrisse William Faulkner, premio nobel per la letteratura nel 1949.

Storicamente competizione e concorrenza hanno portato molti benefici alla società. La serrata corsa alla Luna tra Stati Uniti e Unione Sovietica, per esempio, ha avuto importanti ricadute positive nei campi della medicina, delle telecomunicazioni e dell’ingegneria civile. Allo stesso modo nel moderno mercato il confronto tra imprese è di vitale importanza.

Per tutelare la redditività dell’investimento dei nostri clienti, Panizzolo Recycling investe continuamente in Ricerca & Sviluppo e mantiene un’alta etica commerciale con tutte le aziende del settore del trattamento dei rifiuti metallici. Le soluzioni di riciclaggio Panizzolo rappresentano anni di conoscenze dirette, la cui concreta qualità è riconosciuta da clienti e concorrenti. Ben venga dunque che i competitor ci spronino ogni giorno a migliorare.

Ma cosa succede quando viene meno la correttezza professionale e alcune aziende iniziano ad abusare di questo diritto? A seconda dei casi possono essere avviati comportamenti pericolosi come, per esempio, atti di confusione (l’imitazione), atti di denigrazione, dumping (ossia la vendita sotto costo) e altro ancora. La zona d’azione è molto grigia e ovviamente i casi devono essere valutati nelle opportune sedi, dove la giurisprudenza tutela chi ne ha diritto.

Ma nel frattempo chi è la vera vittima? È il cliente finale. Senza corretti parametri di paragone, anche le sue scelte possono risentire di dinamiche concorrenziali alterate e non sane. Quando l’etica commerciale viene meno, cosa resta dopotutto?

Coscienti di possedere prodotti unici e innovativi, vigiliamo sul mercato affinché una sana concorrenza tuteli tutti i nostri clienti.

Sfortunatamente di recente Panizzolo si è vista impegnata in un contenzioso nei confronti di un’azienda italiana che riteneva responsabile di illeciti per concorrenza sleale e per violazione di segreti industriali compiuti in suo danno.

La sezione specializzata del Tribunale di Venezia, con ordinanza cautelare pubblicata il 24.02.2020 – RG n. 8435/2018, ha riconosciuto che la documentazione su cui era richiesta tutela era verosimilmente dotata di valore economico e poteva garantire un vantaggio competitivo sul mercato. Pertanto, all’esito del procedimento, con decisione allo stato ancora modificabile nelle successive fasi di giudizio, il Tribunale nel riconoscere che “Consta che effettivamente sia stato sottratto alla ricorrente [Panizzolo, ndr] il suo know-how tanto tecnico quanto commerciale e che sia stato utilizzato dalla resistente” e che “Pertanto, va concessa l’inibitoria in modo da impedire alla resistente l’utilizzo delle informazioni riservate, che le attribuiscano nei rapporti concorrenziali con la ricorrente un vantaggio competitivo illecito (…)”, ha così ordinato:

 

“P.Q.M. [Per questi motivi, ndr]
Ordina alla resistente [nome] di non utilizzare le informazioni riservate di pertinenza della ricorrente [Panizzolo, ndr] ed oggetto del provvedimento di descrizione”.

Questa sentenza di accoglimento del Tribunale di Venezia rafforzare la nostra attività di vigilanza nel mercato. Siamo riconosciuti per l’alta qualità delle nostre soluzioni di riciclaggio, quindi vogliamo che le aziende possano scegliere con trasparenza le migliori armi per il loro business.